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Mieli, Veltroni, Di Pietro: errori di valutazione
Sul Corriere di ieri Mieli sostiene che "la pur discutibile decisione [di Veltroni] di lasciar spazio alla lista di Antonio Di Pietro si è dimostrata, quantomeno sotto il profilo tattico, azzeccata". Non e' cosi': non solo l'alleanza con Di Pietro non ha, ovviamente, pagato dal punto di vista della sfida a Berlusconi: piu' di nove punti percentuali di distacco hanno confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che Veltroni non ha mai avuto alcuna possibilita' di diventare Presidente del Consiglio - non saremo quindi cosi' ingenerosi nei suoi confronti da ritenere che fosse quella la ragione dell'alleanza con l'Italia dei Valori.

Coalizzarsi con Di Pietro, pero', non ha nemmeno aiutato il risultato del PD alla Camera: ai voti persi alla propria destra e all'astensione causa alleanza con i manettari (stimabili in piu' di mezzo milione) vanno aggiunti i voti utili che gli elettori di sinistra hanno dato all'Italia dei Valori pur di sostenere l'unica alternativa a Berlusconi (un altro mezzo milione, almeno): se il Partito Democratico fosse andato da solo, e' probabile che avrebbe comunque raccolto la maggior parte di quei voti utili anti-berlusconiani.

Ma e' al Senato - dove i premi di maggioranza sono assegnati su base regionale - che l'alleanza con Di Pietro avrebbe dovuto fare la differenza, aiutando il PD a vincere regioni - e relativi premi di maggioranza - che da solo non avrebbe avuto la possibilita' di conquistare. Ma consultando i dati al Senato regione per regione si scopre che l'unica regione in cui l'alleanza con l'Italia dei Valori ha fatto la differenza e' il Molise: in tutte le altre regioni, o ha vinto il PdL, oppure Veltroni ha vinto con un margine tale da rendere l'alleanza con l'Italia dei Valori superflua. Ma siccome il Molise ha comunque eletto un Senatore per parte (e quello di Veltroni e' pure andato all'Italia dei Valori), anche li' il PD non ci ha guadagnato niente dall'alleanza con Di Pietro.

Possiamo dunque concludere che al Senato Veltroni non ha guadagnato nemmeno un seggio alleandosi con l'IdV. E che alla Camera il ticket con Di Pietro gli e' costato intorno al milione di voti, quantificabili in 3 punti percentuali - e una ventina di deputati. Non esattamente cio' che io definirei 'una decisione azzeccata sotto il profilo tattico'.
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