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Il blog e l'arte del partecipare

Interessante dibattito meta-blog tra WindRoseHotel e 1972. La questione è (anche se loro non la mettono in questi termini): qual'è il compito dei blog politici, l'analisi (WRH), o la sintesi (1972)? Questa domanda, sotto alterne spoglie, ritorna spesso. Recentemente ha suscitato un discreto dibattito nella british blogosphere, con Oliver Kamm che attaccava la semplificazione bloghereccia, schierandosi quindi contro la sintesi. In quell'occasione sia normblog che Iain Dale (come anche il sottoscritto nella sua versione inglese) difesero il ruolo sintetico dei blog – come feci anche l'anno scorso, rispondendo a Phastidio. In breve, la ragione per cui credo che i blog debbano concentrarsi sul ruolo sintetico - lasciando ad altri media, siano essi old, new, o anche 2.0, quello analitico - è che considero l'allargamento e la semplificazione dell'accesso al dibattito politico e quindi alla vita della democrazia l'occasione più interessante fornita da internet e dal blog in particolare – in sostanza, il vecchio argomento della democratizzazione. Con il passare degli anni, la naturale volontà di migliorare lo strumento del blog sta spingendo alcuni verso una certa dose di professionalizzazione del medium. Ma il rischio, nell'abbandonare il sacro, ed olimpico, dilettantismo, è di perdere per strada la ragion d'essere del blog, la propria diveristà, quasi rivoluzionaria: allargare il coinvolgimento alla conversazione democratica. Le obiezioni fondamentali alla posizione sintetica sono due: che essa sopravvaluti la formazione informatica (e politica) del cittadino, illudendosi quindi che l'accesso a struementi quali il blog sia aperto a tutti, quando in realtà richiede conoscenze possedute da una frazione della popolazione: la stessa che già leggeva i giornali (o magari inviava loro lettere). Questa obiezione, a sua volta, sottovaluta quanto recente sia la rete, e con quanta velocità essa si sia introdotta nel nostro quotidiano. La seconda obiezione è che l'allargamento della partecipazione politica augurato dai difensori del ruolo sintetico del blog finisca inevitabilmente per livellare verso il basso il livello della discussione, polarizzandola, ed impedendole di fornire un contributo nuovo ed interessante al dibattito politico generale. Questa seconda obiezione ricorda coloro che si lamentano del progressivo abbassamento del livello delle università (che io sperimento ogni giorno alla University of Edinburgh), dovuto, evidentemente, al sempre crescente numero di persone che ricevono una educazione di livello universitario. In entrambi i casi, la soluzione è semplice: finchè potremo garantire il mantenimento di centri d'eccellenza, allargare la partecipazione è l'autostrada del progresso.




permalink | inviato da il 23/3/2007 alle 22:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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