.
Annunci online

Scenari primari

Disclaimer: post molto lungo e molto noioso

Finita la pausa natalizia, le primarie sono upon us. Tra il 3 gennaio e il 5 febbraio scopriremo i due contendenti (e, se è vero che molto probabilmente il prossimo presidente sarà democratico, anche il 44° President of the United States of America). Ecco i possibili scenari, cominciando proprio dai Democratici.

In Iowa possono ancora vincere tutti e tre i front-runners, ma è molto difficile che la spunti Edwards
. Quindi, in sostanza, due scenari: Hillary beats Obama, oppure Obama beats Hillary (non è però da escludere che Edwards arrivi secondo, soprattutto nel caso di una vittoria della Rodham). Ora, visto che anche in New Hampshire Hillary e Obama sono too close to call, è molto probabile che chi vinca in Iowa poi si porti a casa anche il New Hampshire (questo è vero soprattutto nel caso di Hillary; davvero improbabile che, una volta che il candidato inevitabile abbia cominciato bene, inciampi poi in NH; soprattutto visto che arriverebbe lì dopo una vittoria in Iowa che, nelle ultime settimane, è stata messa in dubbio da molti). Quindi, brutalmente, se Hillary prende l’Iowa, allora prende anche il NH; e se Hillary prede Iowa e NH, allora prende anche la nomination (e se Hillary prende la nomination democratica, allora sarà il prossimo presidente). Cazzo, allora dai meno di centomila democratici che voteranno in Iowa sembra dipendere an awful lot del futuro del pianeta. 

Ma un discorso simile vale per Obama, anche perché, vincesse i primi due, non sarebbe molto difficile prendere il Michigan (stato confinante con il ‘suo’ Illinois). E allora, con tante early affermazioni, Obama arriverebbe ai grandi stati con un vantaggio forse sufficiente. Ma se è difficile immaginare quali armi segrete Obama possa tenere in serbo per rialzarsi dalle eventuali sconfitte in Iowa e NH, se Hillary dovesse andare sotto, avrebbe tutte le risorse per scatenare l’inferno contro il ‘piccolo’ Obama. Hillary è insomma l’unica che potrebbe ancora vincere anche perdendo i primi due stati; Obama ha bisogno, assolutamente, di either Iowa o NH; mentre Edwards, molto semplicemente, deve vincere in Iowa e poi sperare che questo rimescoli le carte nelle settimane a venire (per esempio il South Carolina dovrebbe, in quel caso, esser suo). Non vale neanche la pena di menzionare gli altri, molti dei quali corrono semplicemente per la vice-presidenza, per la quale uno tra Richardson, Biden o Dodd andrebbe più che bene.

Molto più complicati gli scenari in campo repubblicano: ci sono addirittura cinque candidati che hanno qualche possibilità di accaparrarsi la nomination. Giuliani, che è ancora davanti a tutti nei sondaggi nazionali. Huckabee, che guida in Iowa; Romney, primo in NH; McCain, quello che i sondaggi danno come il meglio equipaggiato contro i democratici, che sta risalendo fast in NH (come testimonia questo ad di Romney), ma anche altrove. Per finire Thompson, che cerca di difendersi nei primi stati (sperando di arrivare terzo in Iowa, per esempio) per poi uscire quando le primarie scendono al sud (South Carolina il 19 gennaio è l’incontro di Fred col destino).

Molto interessante anche il fatto che è possibile immaginare cinque vincitori diversi nei primi cinque stati: Huckabee in Iowa; McCain in NH (soprattutto nel caso Huckabee batta Romney in Iowa); Romney in Michigan (lo stato dove il padre fu governatore, dove Mitt guida nei sondaggi); Thompson, appunto, in South Carolina; e poi Giuliani in Nevada, o perlomeno Florida, sulla quale il Mayor of America ha puntato tutto. In uno scenario del genere, la nomination la vincerebbe probabilmente Giuliani, che arriverebbe al Super Duper Tuesday (quando si voterà nei grandi stati liberal, New York and California in primis) sull’onda della Florida. Oppure si potrebbe arrivare fino alla convention repubblicana ancora senza un candidato, e allora il GOP non avrebbe davvero alcuna chance a Novembre.

Ma la prospettiva dei cinque vincitori diversi è difficile: in Iowa se la giocano Huckabee e Romney, con il primo dato avanti, anche se di poco, da praticamente tutti i sondaggi. Il problema di Huckabee è che nessuno crede in lui come candidato presidenziale, e soprattutto che, dovesse la sua (evangelica) minaccia materializzarsi in Iowa, allora probabilmente il GOP farebbe di tutto perché qualcuno con più chance vada a giocarsela contro Hillary (il buon chuck, dovete sapere, è un ex reverendo battista che non crede nell’evoluzione). Quindi per Huckabee è una specie di catch22: può vincere solo carrying Iowa; ma se vince in Iowa gli si scatena contro il resto del partito, riducendolo a passing fancy. Se poi davvero Huckabee dovesse farcela a vincere la nomination (non ce la farà), allora non solo Hillary Rodham sarebbe il 44° Presidente, ma il GOP dovrebbe essere rifondato.

Anche vincendo in Iowa, Huckabee non arriverebbe tra i primi due né in NH né in Michigan, e poi dovrebbe dividersi con Thompson i voti degli old fashioned in South Carolina. Insomma, non è per niente facile (considerate però una cosa: il 40% degli elettori repubblicani che votano alle primarie sono evangelici). Se Huckabee vince in Iowa, dicevamo, è probabile che Romney perda in NH da McCain. A quel punto sarebbe proprio il veterano ad essere nella posizione migliore, visto quello che abbiamo appena detto di Huckabee; e visto che Romney avrebbe perso in entrambi i primi due stati su cui puntava praticamente tutto. Ed è anche vero che la strategia di Giuliani di vincere in Florida per poi strapazzare tutti nel Super Tuesday è molto più adatta a candidati diversi da lui come Romney, Huckabee e Thompson, che a McCain, da cui sarebbe più difficile distinguersi (in foreign policy, per esempio; ma anche sulle questioni care alla destra religiosa). Se quindi si arrivasse in Florida con McCain da nuovo front-runner, per Giuliani sarebbe più dura (non credo serva ricordare quanto potrebbe contare, a quel punto, il fatto che McCain rappresenta l’Arizona, Giuliani New York).

Questo se Huckabee vince in Iowa. Se invece vincesse Romney allora, così come per i democratici, probabilmente prenderebbe anche il NH; poi c’è il Michigan paterno, e Romney arriverebbe alla grande in South Carolina, dove è particolarmente penalizzato dal proprio mormonismo; potrebbe quindi permettersi di piazzarsi, per poi giocarsela perlomeno alla pari con Giuliani nei grandi stati liberal. Infine, la strada di Thompson: dovrebbe piazzarsi terzo in Iowa, e sperare che quello gli porti un buon piazzamento anche in NH e Michigan, per poi vincere in South Carolina; e arrivare in Florida da ‘serious contender’. Anche così, però, it’s a long long shot.




permalink | inviato da nullo il 28/12/2007 alle 19:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
sfoglia
novembre        gennaio

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

nullo's feed

nullis [at] gmail.com







COOPETITION
Nullo e Abr: Sottili le differenze, opposte le linee; Competizione e Rispetto.













 



Campagna contro i CAPTCHA ottici