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La democrazia, che spettacolo!

Nullo si sta, lentamente, riprendendo: non si capisce bene se dalla batosta dei quasi nove punti di scarto, oppure dal meraviglioso mondo dei caucuses e dei caucus-goers, dove si vota, quando va bene, per alzata di mano; altrimenti, semplicemente, a chi strilla più forte. No, seriamente: se non avete visto un caucus precint, allora non avete ancora visto la forza dirompente, approssimativa, banale, della democrazia. Uomini e donne di una certa età ed una certa massa corporea che, affannosamente e confusamente, si distribuiscono ai vari angoli di una palestra di provincia: discutendo più del vicinato che dei candidati alla presidenza.

Il caucus che ha visto Nullo è andato, più o meno, così: quasi quattrocento persone hanno affollato uno stanzone che poteva appartenere solamente ad una scuola. Un omone semplice e matter-of-fact ha spiegato loro, brevemente e senza darsi manco un'aria che fosse una, che cosa sarebbe successo, per poi essere sconfitto da una donna nell'elezione per il moderatore di quel precint. Quando l'urlo per l'altra è stato chiaramente più forte di quello in suo favore, si è fatto da parte con un 'I lose' che, da solo, meriterebbe la presidenza. Insediatasi la donna, i sostenitori dei vari candidati si sono distribuiti per lo stanzone: Obama in un angolo, Hillary in un altro; Edwards giù in fondo; Richardson vicino la porta; Biden dietro quella colonna; gli altri, 'hang out in the middle'. Nullo non sapeva cosa pensare: l'america lo stava prendendo per i fondelli in diretta televisiva? Ma vi sembra la maniera di decidere il futuro del mondo, questa? Ma vogliamo scherzare? Oppure, più semplicemente, se rimanere estasiato da tanta semplicità; la conctretezza dei contadini del midwest che non avranno capito l'evoluzione per selezione naturale, ma sanno come fare le cose, come non perdersi in domande retoriche.

E' stato subito chiaro che Obama, Hillary ed Edwards avrebbero avuto, tranquillamente, più del 15% richiesto per partecipare alla spartizione dei delegati. Mentre il gruppo di Richardson non era troppo lontano dalle fatidiche cinquantasei persone necessarie. E' a quel punto che questa donna troppo grassa per prenderla in giro si è avvicinata, educatamente ma senza vergogna, al campo di Joe Biden: venite da noi, così riusciamo forse a raggiungere la soglia. Dateci una mano: uno scambio di vedute sui rispettivi meriti di Biden e Richardson, ed una certa complicità nel non essersi fatti abbindolare dai tre front-runners; e così la donna è potuta tornare giù in fondo, vicino la porta, con qualche amico in più. Nessuno sbraitava, nessuno supplicava, e grazie a dio non c'era traccia nemmeno della retorica strappalacrime di cui si sono riempiti la bocca Edwards e Obama. Nel paese dello sfrenato sviluppo tecnologico e dello sfacciato ottimismo, una manifestazione di disarmante semplicità. Se non fosse stato per la prontezza con cui sono usciti i risultati (si è cominciato alle sette e alle nove vincitori e vinti erano già dichiarati - hai capito, Ministero dell'Interno della Repubblica Italiana???), in Iowa ieri sera sarebbe potuto essere, tranquillamente, l'ottocento.

Alla fine, il precint cui ho assistito ha ricalcato il resto dello stato dell'Iowa: Obama primo by a long shot; Edwards secondo, Hillary terza, Richardson quarto; gli altri, non pervenuti. Insomma 'na botta, per Hillary Rodham (e per Nullo), di proporzioni non indifferenti. E non tanto perchè ha vinto Obama; non tanto perchè è arrivata terza; ma per la significativa differenza nei numeri, enfatizzata dal fatto che, per gran parte della serata, era sembrata una serratissima corsa a tre. No, Obama ha vinto; Hillary ha perso; e, in fin dei conti, ha perso pure Edwards: certo bellicapelli ha da essere soddisfatto ed orgoglioso per aver fatto meglio della Clinton; eppure non si capisce bene, ora, come possa fare a diventare presidente: anche facesse ancora bene in NH; anche prendesse la South Carolina, Edwards non ha una chance in the world (se mai l'abbia avuta). Eppure, va bene, benissimo così: con questo risultato, quest'edificante spettacolo che solo l'ingenuità americana avrebbe potuto produrre va avanti. Avesse vinto la nostra cara Hillary Rodham, questa mattina tutto sarebbe già finito: la Clinton avrebbe preso a mani basse anche il NH, e poi da lì sarebbe stata inarrestabile, tra Bill, Mark Penn, e una borsa senza fondo. Invece così sarà una gran bella sfida tra la prima femmina e il primo negro: l'America si riscopre, si rimette in discussione, e continua, sfacciatamente, ad impartirci lezioni. Dovesse anche Obama prendere il New Hampshire, sarebbe ancora tutta da giorcarsi. Avanti così, the show must, REALLY, go on, for the sake of everybody, and in loving memory of Benazir Bhutto.

Oltretutto, partigianamente, il discorso del vincitore Obama mi fa sperare che il ragazzo non possa durare: due i punti deboli evidenti anche a mia sorella. Ha salutato la moglie come fosse l'ultimo ragazzotto inner city arrivato nel selvaggio circo della Nba: "Give it up for... Michelle!". Sopratutto, però, in una serata durante la quale ogni sua parola veniva salutata da una ovazione sempre più rumorosa, un solo richiamo è precipitato nel completo silenzio della sala: Democrats and Republicans, together. Insomma Obama deve stare, molto, attento alla retorica del 'tutti insieme, appassionatamente'. La spudorata ingenuità dell'ottimismo, in America, non è ancora riuscita a soppiantare, definitivamente, l'etica protestante del lavoro. Per cui è meglio che Obama non la faccia, troppo, semplice; altrimenti sono cazzi (potrei anche dirvi che il discorso di Obama è stato 'vuoto', ma mi risparmio questo insulto alla vostra intelligenza).

Ah, si, poi in Iowa hanno votato anche i Repubblicani: ha vinto chuckabee, distanziando anche lui Romney di nove punti. Per il terzo posto sono ancora in lizza Thompson e McCain (il dato repubblicano è ancora incompleto: 96% dei voti sono stati conteggiati). Quinto Ron Paul, con un grandioso risultato in doppia cifra. Addirittura sesto, con solo quattromila voti, Rudy Giuliani: non era il suo stato, però certo un risultato così modesto è imbarazzante per uno che rimane comunque la personalità più conosciuta a livello nazionale tra i Repubblicani. Prospettive? Giuliani non è fuori, ma per quanto può continuare, con risultati del genere, a rimandare alla Florida? Secondo me deve già dare un segnale in NH: non può arrivare, per esempio, ancora sesto. Chuckabee ha vinto, ma ciò non cambia le, sue, chance: non sarà il nominato. Cambia invece le possibilità di Romney e McCain: il primo farà adesso grande fatica a strappare il NH al secondo; non dovesse farcela, sarebbe fuori. E sarebbe proprio McCain il nuovo, incredibile, favorito di questa, incredibile, corsa a sei (Thompson ha fatto abbastanza per rimanere dentro per un po'). E McCain, guarda un po', è anche il Repubblicano che fa meglio, nei sondaggi, contro i democratici. E' quindi possibile che ieri la vittoria di Obama sia stata una sconfitta per i democratici: ma non per colpa sua, bensì di chuckabee. Ironic, that: il peggior repubblicano (e quindi il migliore per i dems) vince, e così facendo inguaia, potenzialmente, le prospettive democratiche per novembre - favorendo McCain.




permalink | inviato da nullo il 4/1/2008 alle 15:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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